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"La difficoltà non sta nelle idee nuove, ma nell'emancipazione da quelle vecchie" John Maynard Keynes

IL PIANO D’ INVESTIMENTI DA 300 MILIARDI DI EURO PROPOSTO DA JUNCKER

| Autore: : | Categoria: contributi Attivisti | Commenti: 1

SARA’ SUFFICIENTE A RISOLLEVARE L’ECONOMIA EUROPEA? SCOPRIAMOLO INSIEME

Da oggi, primo novembre 2014, è entrata in carica la nuova Commissione europea capitanata da Jean Claud Juncker, nelle vesti di suo presidente.

Quest’ultimo ha dichiarato che «prima di Natale presenterà un pacchetto di investimenti da 300 miliardi di euro per rilanciare l’occupazione e la crescita».

Cercheremo ora di capire insieme se si tratta di una bella notizia o meno.

Si “vocifera” (il piano è ancora in fase embrionale) che i fondi a cui fa riferimento Juncker verranno attinti dal bilancio Ue / BEI (Banca Europea degli Investimenti) e che si tratta di un piano triennale (quindi 300 miliardi complessivi in tre anni).

Iniziamo a capire cos’è il bilancio Ue per poi passare a vedere chi è la BEI.

Senza entrare eccessivamente nel dettaglio (per maggiori delucidazioni stampatevi e leggetevi il pdf http://europa.eu/pol/pdf/flipbook/it/budget_it.pdf), potete immaginarvi il bilancio Ue come una sorta di cestino a cui i vari paesi dell’Ue (sono 28 paesi di cui 18 hanno adottato l’euro) mettono all’interno proprie risorse finanziarie, risorse che poi vengono “ridistribuite” tra i paesi stessi.

Va da sé che ci sono dei paesi che sono “contribuenti netti” (ovvero danno all’Ue più di quanto l’Ue dà loro indietro) e dei paesi “prenditori netti” (ovvero ricevono dall’Ue più di quanto conferiscono alla stessa). Memorizzate molto bene questo concetto perché sarà utile più avanti.

Va detto che, oltre al contributo degli stati membri (che avviene in base ad una percentuale sulla propria ricchezza espressa in prodotto nazionale lordo), vi sono altre entrate (seppur minoritarie) nel bilancio UE come ad esempio i dazi doganali sulle importazioni provenienti dai paesi extra Ue, etc…; la parte preponderante deriva comunque dai contributi dei singoli stati membri.

A fine 2013 è stato approvato il bilancio pluriennale 2014 – 2020 relativo all’Ue, con cui sono stati stanziati 960 miliardi di euro.

Si tratta di un piano finanziario pluriennale che stabilisce l’ammontare dei fondi ed il loro impiego per sette anni.

E’ facilmente intuibile, anche da chi non ha una gran dimestichezza con i numeri che, un importo del genere, apparentemente molto grande, se rapportato agli attuali 28 paesi e a sette anni, è in realtà di entità modesta.

L’immagine sottostante fa vedere, ad esempio, che 325,1 miliardi di euro verranno destinati alla “coesione per la crescita e l’occupazione”.

Budget lungo termine UE piano Junker

Come troverete scritto a pagina 5 del documento ufficiale reperibile su http://europa.eu/pol/pdf/flipbook/it/budget_it.pdf, “Il bilancio dell’UE deve essere sempre in EQUILIBRIO. Pertanto non è MAI IN DISAVANZO, NON ACCUMULA DEBITI e spende solo quello che riceve”. Anche in questo caso, memorizzate bene questi concetti perché saranno utili più avanti.

Per quanto riguarda la BEI (ovvero la Banca Europea degli Investimenti) va precisato che è un’istituzione finanziaria dell’Ue creata nel 1957, dotata di autonoma personalità giuridica nonché di indipendenza finanziaria, di cui sono membri, avendone sottoscritto il capitale sociale, gli stati facenti parte dell’Ue (al momento 28).

Se andiamo a leggere nel sito della BEI, troviamo che lo scopo di tale banca è quello di sostenere gli obiettivi dell’Ue fornendo finanziamenti a lungo termine per specifici progetti d’investimento con l’obiettivo di consentire una maggiore “integrazione” degli stati membri.

Va compreso che i fondi che la BEI presta per tali “progetti” sono attinti:

  • dalle proprie risorse che di fatto sono quelle messe dai vari stati membri dell’Ue;
  • soprattutto dal mercato dei capitali, ovvero la BEI emette una serie di obbligazioni che vengono sottoscritte dai risparmiatori di tutto il mondo.

E’ pertanto chiaro che la BEI non effettua finanziamenti a fondo perduto e tutte le somme prestate devono essere restituite.

Anche qui, prestate particolare attenzione alla frase di cui sopra cercando di assimilarla il più possibile.

Quindi, ricapitolando:

  • visto che le maggiori economie dell’Ue (Germania, Francia, Italia, Inghilterra, etc…) sono contribuenti netti al bilancio UE (vedi grafici sottostanti) per cui, per tali Paesi i fondi del bilancio dell’Ue non rappresentano un sostegno alle loro finanze (anzi è per loro un drenaggio di risorse);

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  • visto che il bilancio dell’Ue deve essere sempre in equilibrio, non può essere mai in disavanzo e spende solo quello che riceve;
  • visto che il bilancio annuale dell’Ue deve essere conforme al piano a lungo termine, il cosiddetto quadro finanziario pluriennale 2014 – 2020 (approvato nel 2013) ed in questi giorni, relativamente al 2015, si sta discutendo di un budget 2015 che vede circa 145 miliardi in entrata a favore dell’UE ed altrettanti in uscita;
  • visto che la Commissione europea è abilitata a contrarre prestiti sui mercati internazionali dei capitali a nome dell’Ue ma che tali prestiti non possono essere assunti per finanziare le spese di bilancio ordinarie;
  • visto che, nel sito del Parlamento europeo, il giorno 22-10-2014 veniva annunciato che:

Bilancio UE 2015: saldare i conti e più investimenti per crescita e occupazione

Tornata Comunicati stampa – Bilancio − 22-10-2014 – 15:14

Gli Stati membri devono sostenere con fondi adeguati gli impegni politici presi per rilanciare la crescita, creare posti di lavoro, incoraggiare la ricerca e lo sviluppo e consentire all’UE di svolgere il proprio lavoro di politica estera, hanno dichiarato mercoledì i deputati, reintroducendo nel progetto di bilancio UE per il 2015 gli importi tagliati dal Consiglio;

  • visto che, se da un lato si chiede agli stati di mettere più soldi nel bilancio Ue, dall’altro si richiede agli stessi di arrivare al fatidico (e deleterio) pareggio di bilancio per cui ogni voce di spesa (interessi sul debito pubblico compresi) dovrà avere la sua copertura (ovvero imposte, tasse o privatizzazioni del patrimonio pubblico) annullando la possibilità di fare qualsiasi politica fiscale espansiva di cui invece avremmo tanto bisogno;
  • visto che, oltre al pareggio di bilancio si chiede agli stati membri di diminuire il proprio debito pubblico in rapporto al pil portandolo al 60 %, perseguendo politiche di austerità
  • visto che la BEI non effettua finanziamenti a fondo perduto e che pertanto tutte le somme prestate devono poi essere restituite,

E’ FACILMENTE COMPRENSIBILE CHE:

  • date le attuali regole europee;
  • visto che a Natale 2014 mancano meno di due mesi, tempo, anche volendo (e comunque non vi è la volontà di farlo), non sufficiente per “stravolgerle”,

NON E’ CREDIBILE CHE IL PIANO JUNCKER POSSA AVERE, IN PARTICOLAR MODO PER I MAGGIORI PAESI DELL’EUROZONA, I TANTO AUSPICATI EFFETTI ESPANSIVI.

 

Michele Belluco

 

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  1. Marco Orso Giannini

    Alcuni RELATORI e TEMI DEL FESTIVAL “OFFICINA FUTURO” del 30 31 gennaio 1 febbraio a MILANO. Oltre a me(parlerò il 30 alle 17.30 quindi evitate   ).MARCO GIANNINI (antropologo)-economia sociologica. DIEGO FUSARO (filosofo) Futuro,politica,economia,cultura.
    ALESSANDRO DI BATTISTA (esperto di cooperazione internazionale)
    Politica internazionale. NINO GALLONI (economista)
    Lo stato del lavoro. LIDIA UNDIEMI (economista)
    Meno mercato più stato PAOLO BECCHI (filosofo)
    La ragion di stato.GIORGIO CREMASCHI (sindacalista)
    Il sindacato del futuro. GIACOMO BRACCI (economista)
    La MeMMT

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