Benvenuti in Economia5stelle.it gruppo di coordinamento e discussione NON UFFICIALE libera e democratica iniziativa di attivisti del Movimento 5 Stelle
Registrati
icona fb
icona Twitter
icona Youtube
icona Rss

"La difficoltà non sta nelle idee nuove, ma nell'emancipazione da quelle vecchie" John Maynard Keynes

C’ERA UNA VOLTA IN ITALIA

| Autore: : | Categoria: contributi Attivisti | Commenti: 0

 

Chi ricopre le cariche di potere, nella grande scienza partitica, decide seguendo NON i consigli e le osservazioni di chi saggiamente parla facendo ricorso al buon senso, ma di coloro che usano la furbizia e la slealtà pur di mantenere inalterata la propria posizione di potere economico e sociale, perché, oggi, se non hai fatto carriera, socialmente, vieni considerato una nullità. Perché nessuno si domanda che cosa occorra mettere da parte per riuscire a fare carriera e di quali mezzi economici siano necessari, per poter accedere ai luoghi di accrescimento culturale e professionale?

I partiti dovrebbero avere il compito di portare avanti idee e valori finalizzati ad accrescere l’interesse pubblico, ma, l’interesse pubblico, oggi è concepito come fantascienza.
Chi possiede ancora dei neuroni ben funzionanti, e che non può far altro che dissentire dalle idee e dalle decisioni dei gran capi, viene isolato e gli vengono tolti i mezzi per far sentire la propria voce, perché l’obiettivo del neoliberismo è il “pensiero unico”.

Nella scienza partitica, negli ultimi tempi, vanno molto di moda le dimissioni a trabocchetto che hanno la funzione di creare scompiglio sociale, far fuori i ribelli e quindi conservare l’ordine di potere prestabilito da coloro che si sono affezionati a un incarico che non riescono più a nascondere che è stato loro affidato, non per meritocrazia o valore sociale, ma per tutelare interessi di natura privatistica che concepiscono lo stato come un’azienda.
La soluzione, per uscire da questo labirinto fatto di strutture e sovrastrutture, credo che sia quello di tornare alla semplicità, ovvero: focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica su ciò che può, e quindi deve, essere considerato di interesse pubblico. L’aspetto economico e monetario è da tenere in considerazione nella stessa misura con cui occorre tenere in considerazione la moralizzazione della politica, perché le buone idee senza gli strumenti economici per realizzarle sono destinate a rimanere nel cassetto. Essendo stati privati oltre che della sovranità democratica, anche di quella monetaria, è come se avessimo una macchina, ma non esistesse più la benzina per farla funzionare. La poca benzina di cui disponiamo la dobbiamo prendere a prestito tramite la Banca Centrale Europea, che ragionando come un’azienda, decide quanta farcene elargire usando come criteri quelli del profitto delle grandi lobby economiche e finanziarie di capitale privato. La moneta quindi, da strumento che dovrebbe servire per regolare e facilitare gli scambi fra cittadini, diventa un prodotto su cui è possibile fare profitto e il concetto di pubblica utilità va a farsi friggere. Con l’euro, coi trattati europei e col pareggio di bilancio in Costituzione ci hanno incastrato nella morsa del debito. La cosa allucinante è che sono imperterriti nel continuare a tirare fuori dal cilindro nuove ideone di patti e organi europei che dovrebbero vigilare sugli stati, per controllare, multare e prelevare tramite uno strumento (la moneta) di cui si sono impadroniti, con la complicità e l’omertà delle varie caste, senza avere chiesto il consenso ai cittadini. In un primo momento nessuno si accorto di nulla. Chi ha cominciato a intravedere i loschi meccanismi è stato fatto fuori e isolato con le solite strategie della scienza partitica e i cittadini si sono bevuti la bufala della crisi. In un primo momento si è attinto ai risparmi privati (chi li aveva), ma ora tante persone si sono informate grazie al contributo di studiosi, giornalisti e attivisti. Le condizioni attuali sono drammatiche e le previsioni per il futuro economico del paese sono buie. Serve velocemente un’inversione di rotta, perché dai vertici europei sono determinati a perseguire ciò che stava scritto nell’Agenda Monti, e si rischia di perdere il contatto con le vere esigenze del popolo: dare ossigeno all’economia reale in questo primo momento con riforme a tutela delle economie locali e sviluppare un piano economico strutturale dall’anima socialista. Per riuscire a bonificare l’aria raggiungendo così l’obiettivo di uno Stato orientato al sociale è necessario avere in dotazione lo strumento fondamentale di lavoro per attuare una vera sovranità democratica (intesa alla Pertini): la sovranità monetaria.

Dopo tutto quello che ci hanno fatto passare, dopo le vite spezzate di molti di noi, dopo aver tradito un intero popolo che sta pagando le conseguenze delle scelte scellerate di coloro che ci hanno governato è davvero necessario ricorrere al referendum per uscire dall’euro, quando giuridicamente, come sappiamo tutti, non ha nessun valore?

 

VIDEO CONSIGLIATO

 

Immagine Costantino Rover

2

 

Condividi l'articolo tramite social network >>

Lascia un Commento

PER UN ECONOMIA ETICA E DI PIENA OCCUPAZIONE

INTRODUZIONE:

. Leggi il Manifesto del gruppo
. Leggi il documento base: Economia 101 stelle