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"La difficoltà non sta nelle idee nuove, ma nell'emancipazione da quelle vecchie" John Maynard Keynes

CRISI ITALIA, COLPA DI CHI?

| Autore: : | Categoria: contributi Attivisti, contributi Esterni, Non Solo Economia | Commenti: 0
Di Renato Gravagna
Pensare che la colpa di questa crisi debba essere imputata a una sola causa è un’idiozia.
Viviamo in un paese dove il lavoro è prevalentemente di trasformazione della materia. Quindi, di fatto, le materie prime le compriamo, le lavoriamo, le rivendiamo mettendoci lo stile che ci contraddistingue nel mondo.
Se però lo stato tartassa e munge le aziende con una pressione fiscale del 60%, il risultato è la chiusura delle aziende, oppure la delocalizzazione. In molti pensano alla delocalizzazione come a un tradimento, quando invece, da piccolo imprenditore, la comprendo. Rimanendo in Italia si andrebbe fuori mercato e di conseguenza si verificherebbe la chiusura con la relativa perdita delle professionalità.
Ricordo anni or sono un ministro di nome Tremonti chiedere al Presidente dell’Unione Europea  Romano Prodi, di bloccare gli ingressi di merci da paesi dell’est attraverso il reinserimento delle dogane, per tutelare i nostri lavoratori e le nostre aziende da merci, prodotte con materiali tossici e con mano d’opera schiavizzata che rende gli acquirenti di quelle merci complici di questo schiavismo.
Il presidente Romano Prodi rispose: “L’Europa deve essere aperta a tutti.”
Spero che oggi tutti i morti suicidi gli pesino sulla coscienza, anzi mi chiedo come facciano i suoi concittadini che gli rivolgono ancora la parola.
Bisogna ripensare all’economia, tenendo conto che il lavoro non c’è per tutti e non ci sarà più. Bisogna diventare solidali tra noi tutti e dobbiamo lavorare con consapevolezza anche per coloro che non hanno più un lavoro.
Inoltre occorre tornare ad essere padroni delle nostre Vite e del nostro Paese.
Non è pensabile la fusione di popoli con civiltà e culture profondamente diverse. La sovranità Monetaria e politica ci permette di articolare le leggi in maniera da favorire lo sviluppo economico consono al nostro paese.
Importante è il ruolo di una magistratura che non può più consentire furti amministrativi perpetrati da dirigenti ladri, ne può essere accettata la pena carceraria, ma i colpevoli andrebbero spogliati di tanti beni quanti presumibilmente sottratti illecitamente anche intaccando beni di congiunti non giustificabili. Se necessario, si dovrebbe arrivare a cancellare loro i contributi versati all’ Inps, vietando loro la possibilità di qualsiasi rientro nel mondo delle amministrazioni politiche e non.
Vanno sviluppate politiche energetiche che seguano la direzione di quelle rinnovabili. Occorre estromettere la possibilità che ha l’ENEL di poter partecipare con gli assimilati, ovvero acquistare energia nucleare dai paesi dell’est a costi quasi nulli e rivenderli all’Italia al costo di 35 cents al Kilowatt come energia verde. Questa è un’enorme truffa a carico dei contribuenti.
Il reddito di cittadinanza, andrebbe attivato immediatamente, ma con le regole già in uso in quasi tutti i paesi civilizzati del mondo.
Occorre un governo con una sola camera, con massimo 400 parlamentari, con la possibilità di un solo segretario per parlamentare, con spese definite e non alterabili, con nessuna immunità parlamentare ed eleggibilità per sole due legilslazioni.

Per concludere, perché non vorrei tediare il lettore ulteriormente ritengo inoltre necessaria una moralizzazione della società, attraverso una magistratura seria e non astratta.

 
Continua..
prodi
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