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"La difficoltà non sta nelle idee nuove, ma nell'emancipazione da quelle vecchie" John Maynard Keynes

ITALIA ED EUROPA. 9 MAGGIO GIORNO DI RIFLESSIONE

| Autore: : | Categoria: contributi Attivisti, Non Solo Economia | Commenti: 0

“L’Europa si farà soltanto sul bordo della tomba”. Nietzsche

Oggi è la Giornata dell’Europa. 64 anni fa, il 9 maggio del 1950, il ministro degli esteri francese Robert Schuman pronunciò un discorso che divenne celebre di cui riporto alcune parti:

La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano.

Il contributo che l’Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazione pacifiche…

L’Europa non potrà farsi un una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto…

L’intero discorso lo trovate qui: http://europa.eu/about-eu/basic-information/symbols/europe-day/schuman-declaration/index_it.htm

Questo discorso fu il precursore della CECA (Comunità europea del Carbone e dell’Acciaio), istituita nel 1951 a cui aderirono Francia, Italia, Germania (la parte ovest), Lussemburgo, Olanda, Belgio. Molti considerano che con questa istituzione si sia dato avvio alla costruzione di un unione politica europea.

Unione europea

La strada verso l’integrazione diviene “solo” economica

Purtroppo non fu così. Il grande progetto di pace e collaborazione tra i popoli europei non decollò mai come i padri fondatori vollero, ma rimase sulla carta.

Parallelamente al Mercato comune europeo stava per nascere anche una politica comune con una difesa comune la CED (Comunità difesa Europea).

Il progetto europeo nacque sotto l’ombrello degli USA e della NATO (per creare un blocco unito che si opponesse all’URSS) quindi la CED doveva far parte di quest’ultima, ma la Francia si oppose nel 1954.

La conseguenza fu il continuare sulla strada economica, convinti che quella politica dovesse seguire obbligatoriamente. Come sappiamo, crebbe un contabile con ottica funzionalista, senza anima politica e senza nessun referente democratico con poteri adeguati. Tutti i passi che si sono fatti anche di fronte alla crisi sono stati in quell’ottica economica, contabile, senz’anima.

Incredibilmente sono le sinistre europee a sostenere con maggior forza questo Tecnocrate Neoliberista (addirittura il nostro primo ministro, non a caso non eletto, ha parlato di liberismo di sinistra). Saranno queste finte-sinistre, illuse dal loro mondo radical-chic, ad affondare insieme a questa Europa se non faremo al più presto qualcosa. E siamo già molto in ritardo.

Il 9 maggio 1978 una data storica per l’Italia

 

Sembra una coincidenza, ma nella giornata dell’Europa, l’Italia del ’78 conosce il giorno più buio del dopoguerra.

In quella data vengono uccisi 2 simboli, 2 alternative, 2 speranze, 2 visioni diverse. In quella data si spegne una lotta. In quella data trionfa la meschinità dei pochi al dispetto dei molti. In quella data trionfa la visione che ci porterà ad oggi. La visione della svolta liberista, della svolta criminale.

Il 9 maggio 1978 muore Aldo Moro, uno dei migliori statisti italiani, politico della DC della corrente di sinistra. Fautrice dell’esigenza di governi di solidarietà nazionale, fu inviso sia ai poteri USA, che videro un avvicinamento al socialismo ed ad una sconfitta della loro cultura e della loro egemonia, ma anche dell’URSS che nel PCI aveva un interlocutore che dirigeva e che poteva perdere il legame con Mosca.

Aldo Moro

Con lui muore il tentativo di un’Italia sovrana, portatrice di una terza visione di società, una via alternativa alle 2 superpotenze dell’epoca. Questa via altro non è che il perseguimento dei valori sanciti nella nostra COSTITUZIONE che nel suo primo articolo dichiara che l’ITALIA è un Paese fondato sul LAVORO e che la SOVRANITA’ appartiene agli italiani nei limiti della Costituzione.

Già con De Mattei il nostro Paese tentò una strada alternativa, ma venne ucciso, sembra dalla mafia reclutata dai servizi segreti statunitensi per volere della lobby del petrolio, “Le sette sorelle” come le definiva lui stesso.

Proprio la mafia in quella notte di lutto uccise Peppino Impastato, simbolo della lotta alla mafia ed alla criminalità organizzata come strumento dei poteri forti per il perseguimento dei loro obiettivi a discapito dei cittadini.

Peppino Impastato

Immortalato nel film “I 100 passi” (la distanza che separava casa sua dalla casa di un Boss: Badalamenti) la vita di Peppino si articola nella lotta contro la mafia siciliana, contro il popolo che soffre e che china la testa, una lotta che lo portò alla morte, ma che lo portò all’immortalità per il simbolo di quel che fece in vita.

Il 9 maggio è lo spartiacque tra l’Italia che lotta per il benessere dei molti e l’Italia che vive solo per interessi personali dei singoli.

Un GIORNO IMMORTALE.

Italia ed Europa oggi

L’Unione Europea oggi è in un momento di estrema debolezza. La classe dirigente delle istituzioni europee sono essenzialmente tecnocratiche, non politiche, e soprattutto non elette. L’unico organo eletto democraticamente è il Parlamento europeo, che non ha poteri sufficienti a bilanciare la Commissione europea ed il Consiglio europeo.

I due aspetti che emergono dell’UE sono proprio la mancanza di democrazia, nella forma degli Stati che la compongono, la lontananza coi cittadini europei e l’impronta tecnocratica, fredda e autoritaria che non persegue fini per il benessere dei cittadini, ma semplici parametri economici, numeri, in un’ottica contabile senza visione, in un’isteria e in una miopia che ha riportato l’Europa indietro di un secolo.

Le tensioni tra gli Stati e tra i popoli europei stanno aumentando, col risultato di allontanare ed indebolire la traballante Europa. L’EURO è la causa maggiore ed i trattati capestro di austerity per mantenerlo, portano al disinnamoramento e all’allontanamento, risvegliando antichi sospetti, dispute alimentando luoghi comuni e diffidenza tra i diversi popoli.

Una moneta nata senza Stato, senza un chiaro obiettivo. Una moneta che non può andare bene per tutti, anzi, che indebolisce tutti, tranne le classi dirigenti, anche la Germania ed il popolo tedesco.

In politica estera l’Europa non esiste, è succube delle decisioni atlantiste, paradossalmente vale meno dei singoli Stati europei presi dalla loro crisi che a loro volta negli ultimi anni tendono a valere molto poco sulla scena internazionale, dove poli emergenti stanno piano piano prendendo forza.

Questa Europa è un aborto.

Bisogna dar merito al fatto che un’Europa unita è garanzia di pace tra i nostri popoli che hanno conosciuto atroci guerre per secoli. La PACE è un valore troppo grande per pensare che si possa tornare ai singoli Stati, ma la direzione di quest’UE è proprio quella delle tensioni e quando le risorse verranno erose la logica conseguente è una nuova guerra. Paradossalmente è L’Europa liberista e tecnocratica a portarci venti di guerra.

Ma allora perché non fare qualche passo indietro, tornare al bivio e prendere un’altra strada? La strada politica, democratica, culturale, di difesa comune e di politica estera comune per l’unico fine che è il benessere dei popoli.

Bisogna ribaltare tutti gli obiettivi:

vogliamo paradigmi economici totalmente nell’ottica del benessere dei popoli, che metta il cittadino al centro, un ecu-economismo che ci imponga il benessere che al posto del parametro del 3% di deficit/pil ci costringa al parametro di non sforare il 3% di disoccupazione.

Uno sviluppo sostenibile ed una crescita qualitativa, al contrario di uno sviluppo consumistico che distrugge l’ambiente ed impoverisce le vite degli uomini.

Le possibilità di oggi l’uomo non le ha mai avute eppure al posto di lavorare meno, creare di più, vivere meglio, il liberismo ci impone una involuzione per il benessere esagerato di pochi, pochissimi sulle spalle delle moltitudini.

 

“Il mercato formerà l’iperimpero, inafferrabile e planetario, creatore di ricchezze mercantili e di nuove alienazioni, di fortune e di miserie estreme; la natura sarà di colpo messa sotto controllo; tutto sarà privato compreso l’esercito, la polizia e la giustizia…() Degli ipernomadi dirigeranno un impero senza territorio, senza centro, aperto; ognuno sarà leale solo nei confronti di se stesso; le imprese non conosceranno più nessuna nazionalità; i popoli costituiranno uno fra i tanti mercati; le leggi saranno sostituite dai contratti, la giustizia dall’arbitrato, la polizia dai mercenari (…) Questa vittoria del mercato sulla democrazia creerà una situazione praticamente inedita: un mercato senza Stato”. Jacques Attali

FERMIAMOCI. TORNIAMO INDIETRO. PRENDIAMO UNA STRADA DIVERSA.

UNA STRADA GIA’ ESISTE ED E’ QUELLA DESCRITTA NELLA NOSTRA COSTITUZIONE SCRITTA DA UOMINI GIUSTI E DAL SANGUE DEI NOSTRI NONNI.

 

Vittorio Attili

 

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