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"La difficoltà non sta nelle idee nuove, ma nell'emancipazione da quelle vecchie" John Maynard Keynes

USCIRE DALL’EURO O RESTARCI?

| Autore: : | Categoria: contributi Attivisti | Commenti: 2

Di Armando Pisani

Il divario tra le due scelte è enorme, non si pone nemmeno più il tema del confronto che è comunque comprensibile data la disinformazione di larghissima parte della popolazione, pompata ad arte dai sostenitori del “partito dell’euro”.

Le ragioni di una via completamente giusta e senza riserve, quella sovranista è l’unica sensata sotto ogni punto di vista, soprattutto per quello della ripresa economica. Cioè ad ogni stato la propria moneta e la propria banca centrale pubblica, con l’eliminazione del pareggio di bilancio dalla Costituzione.

Al contrario la via della “moneta unica” per gli stati UE è semplicemente idiota, come hanno attestato gli ultimi 20 anni coi risultati sino ad oggi ottenuti.

In definitiva non sono che due i motivi di fondo che promuovono la moneta sovrana e affossano l’euro e sono riscontrabili da tutti in uno scenario chiarissimo che solo una stampa disonesta continua ad intorbidare.

Prima di tutto l’euro non ha un minimo progetto nè politico nè economico alle spalle nè alla base. L’unico profilo è semplicemente finanziario ed assolutamente in mani private, tanto private che tutti gli stati aderenti all’euro hanno ben più che le mani legate in politica economico-finanziaria. Il diktat più evidente è che gli stati devono sottostare ai ricatti della BCE. In pratica stiamo parlando di una truffa, ovvero una nuova forma di usura internazionale. Tra gli esempi citabili questo potrebbe essere sufficiente per la cancellazione di eurozona.

Il secondo motivo della inconfrontabilità tra le due alternative, opposto a quanto attestato ora, sta invece nelle positive possibilità -enormi- di manovra virtuosa dei governi a moneta sovrana. Non solo all’interno del proprio paese, come sostenitori efficaci ed incentivatori dell’economia, ma cento e cento volte più dell’attuale eurozona dà modo agli stati sovrani di costruire un sistema razionale, intelligente, flessibile e “corazzato” contro le crisi finanziario-economiche costruite ad arte e destinate alla destabilizzazione degli assetti economici dei veri paesi (come quella attuale).

Il cammino spedito, velocissimo, verso una integrazione dei popoli, delle culture e verso connessioni virtuose delle economie, innescando collaborazioni e progettualità a ventaglio lo si ha quando e solo quando ogni stato europeo disporrà della propria moneta sovrana. In questo caso tutti i margini di manovra attuabili e quindi di tutte le politiche economiche saranno possibili: si potranno allora predisporre VERI piani comuni tra stati (non tra gruppi bancari o lobby finanziarie) per predisporre contromisure contro le congiunture economiche internazionali.

Solo con stati a moneta sovrana si potrà addivenire al finanziamento sostenzioso della ricerca scientifica in collaborazione e cordata tra tutti. Solo come stati a moneta sovrana potranno essere concordati -e finanziati- piani di aiuto internazionale (ad esempio ai paesi africani e dell’area del mediterraneo) aprendo anche con questi virtuose collaborazioni sia politiche che economiche. Solo disponendo di una moneta sovrana i vari stati oggi aderenti alla UE potranno assieme dar vita a singoli programmi di riconversione economico-industriale anche in senso ecologista, come pure -sempre la moneta unica in ogni stato- permetterà gigantesche politiche comuni, estese a tutto il continente, in questo senso.

Tutto questo e molto altro perchè -e solo perchè- la moneta essendo sovrana in ogni stato ridiventa un semplice e “stupido” strumento tecnico, disponibile per lo sviluppo, da usare e flettere a seconda delle esigenze che si presentano. Saranno quindi i parlamenti ed i governi che decideranno le politiche economiche sia interstatali che comuni, condivise tra stati. La moneta non dovrà far altro che seguirle stando agli ordini, senza prendere (non potrebbe) derive ingovernabili.

E quanto detto or ora, in materia di virtuosità dello scenario dei paesi a moneta sovrana, si presenta ESATTAMENTE ribaltato, opposto, ovvero tutto quanto ora delineato in positivo lo si ha in negativo, proprio nello scenario attuale a moneta unica, con gli innesti peggiorativi delle direttive auto-inflittesi (su ordine europeo) dai governi attraverso i trattati…

Le argomentazioni sono ben più nutrite a detrimento dell’euro ed a sostegno della moneta sovrana di queste qui espresse, ma ritengo sufficiente anche SOLO questa panoramica per far affermare che non ci sia granché di cui discutere.
Dopo 70 anni i popoli che ne facevan parte han chiuso il capitolo dell’URSS e contemporaneamente quello del partito comunista sovietico, tutto sparì in pochi mesi, se non settimane. Sebbene con qualche patetico ammortizzatore per accompagnare la transizione.

Dopo l’introduzione dell’euro e il suo fallimento di fronte a due crisi economiche (generate dagli stessi ambienti in cui l’euro è in mano) si è rivelato non un risolutore, ma un moltiplicatore esponenziale di crisi. La distruzione delle economie di Grecia, Spagna, Portogallo e dei paesi come il nostro che sono a rischio si deve UNICAMENTE alle pratiche di Eurozona. Basta analizzare i dati degli ultimi 6 o 7 anni. La “crisi economica” non c’entra quasi per nulla. Bene, se così è, non c’è granchè di cui discutere, come fu dato un colpo di spugna dall’URSS diamolo sull’eurozona e gettaiamola a mare.

Gli altri paesi aderenti non son daccordo? Poco male: usciamo noi. Come fu della Spagna che si ritirò dal macello a cielo aperto dell’Iraq, noi leviamoci dal campo di concentramento dell’eurozona e mettiamo nelle mani di giudici e costituzionalisti i trattati (da lisbona in poi), che i “nostri rappresentanti”, truffandoci, hanno firmato, e, a suon di ceffoni sulla nuca, magistrati e costituzionalisti ne analizzino conformità (inesistente) ai nostri dettami costiuzionali ed alle libertà dei popoli sancita dall’ONU. Che nessun giudice si sia ancora mosso è una delle vergogne che si aggiunge ai mesi di sterminio di massa chiamati “Governo Monti” e ai 7 anni del peggior mandato -indegno- presidenziale della storia della nostra Repubblica.

 

treno che passa

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2 Risposte all'articolo. Commenta anche tu!

  1. marco

    Concordo su tutto quanto scritto in questo articolo al 100%! bravi.

  2. Anna

    sono per l’abbandono della moneta , gestita male all’inizio ed ingestibile ora

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