Economia 5 Stelle al V-Day News Letter economia 5 stelle

PREMESSA

La proposta ufficiale del Movimento circa il reddito di cittadinanza è già in discussione on-line https://sistemaoperativom5s.beppegrillo.it/edit_entry.php?id=14 con tanto di coperture finanziarie convenzionali.

Questa è sicuramente una proposta lodevole di giustizia sociale, tuttavia, da un punto di vista macroeconomico, il reddito di cittadinanza (RDC) potrebbe alla lunga risultare insostenibile senza sovranità monetaria perciò dovremmo domandarci non dove si prendono i soldi per farlo ragionando in ottica contabile (e comunque risponderemo anche su questo ), ma bensì quali effetti economici e monetari avrebbe sul bilancio dello Stato.

 

I NUMERI DELLA DISOCCUPAZIONE

In Italia, nel 2013, abbiamo:

  • 3 milioni di disoccupati;
  • 6 milioni di lavoratori precari o part time;
  • 3 milioni di inattivi che sarebbero disponibili a lavorare, ma non cercano lavoro.

(fonte scenarienomici.it)

LE CIFRE MINIME NECESSARIE

Desiderando concentrarsi quantomeno su quel gruppo di disoccupati e di inattivi affinché possano percepire un minimo di reddito di cittadinanza, circa € 600.00 il mese, possiamo stimare la necessità annua di un budget per lo stato pari a:

€ 7.220,00 annui per

Nr. 6.075.000 disoccupati ed inoccupati, pari a… € 43.74 miliardi di Euro.

 

DOMANDE

“Se si immettono circa 40 Miliardi di reddito di cittadinanza nel sistema, il sistema è in grado di assorbirli?”

Che in termini economici si dice: se aumento la domanda di beni e servizi l’offerta è in grado di soddisfarla?

“Se Zia Concetta avrà a disposizione 600 Euro da spendere  che prima non aveva, quando andrà a comprarsi la scarpe nuove le troverà nel negozio?” (leggi perché Zia Concetta spenderà questi soldi)

 

Reddito di cittadinanza: collettività

 

In un piccolo paese ci sono 3 disoccupati che da un certo momento iniziano a percepire il RDC.

I 3 per festeggiare decidono di andare a cena al Ristorante. Il ristoratore quindi avrà nuovi clienti ed un maggior incasso inaspettato, di conseguenza va dall’elettricista, che aggiusta l’impianto elettrico e rende fruibile una nuova sala.

L’elettricista compra una scala dal carpentiere. Il carpentiere fa riparare un macchinario guasto e aumenta i suoi guadagni.

Il riparatore compra un quadro da un pittore locale. Il pittore con quei soldi invita tutti i suoi amici nella nuova sala del ristorante.

 

IL CICLO SI E’ CHIUSO MA L’ECONOMIA SI è RIAVVIATA.

 

storiella ristorante

 

Maggiori consumi, maggiori tasse, maggior benessere per tutti

 

Quindi la giustificazione economica o la copertura finanziaria del RDC va individuata nei ricavi futuri.

 

Ripristino della sovranità

Se proprio le vogliamo trovare prima le risorse di copertura un validissimo strumento sono i Certificati di Credito Fiscali (CCF).

I Certificati di Credito Fiscale sono Titoli di Stato a scadenza biennale che il Governo italiano potrà emettere, e, poiché non sussiste un impegno di rimborso, non creano debito e non entrano nemmeno nel computo del debito pubblico.

Chi possiede i CCF può decidere di rivenderli incassando dalla vendita subito un valore inferiore. La differenza rimane in tasca al compratore che scontandoli dalle tasse future la sfrutta al momento della scadenza.

 

Miliardi di euro

 Approfondisci come avviene la spesa a deficit secondo la nostra proposta

Esempio di applicazione con piena occupazione e recupero del dissesto idrogeologico con spesa a deficit

 

La creazione di un reddito di cittadinanza in regime di non sovranità prevede tagli e l’esclusiva ai disoccupati diventando, in effetti, un disincentivo per i lavoratori, in particolare di quelle categorie meno retribuite o sotto occupate (vedi part-time e impiegati dei call-center), e verrebbe percepito come un’ingiustizia sociale da parte di lavoratori ed imprenditori (approfondisci).

 

reddito6

 

La distribuzione di un RDC tramite CCF consente dunque non solo il rilancio dei consumi (che allo stato attuale di difficoltà delle imprese italiane verrebbero assorbiti in buona parte da prodotti esteri), ma anche della produzione interna con conseguente permanenza nel nostro Paese della liquidità liberata.

 

DOMANDA

Quanto costano allo Stato i CCF?

Nulla.

I CCF vengono emessi a costo zero con la certezza da parte dello Stato che alla scadenza dei due anni la ripresa economica avrà prodotto un un aumento del PIL ed gettito fiscale tali da abbassare il rapporto debito/PIL.

 

CCF

Per vedere il prospetto completo del finanziamento del reddito di cittadinanza coperto tramite l’uso dei CCF clicca qui.

Hai altre domande, perplessità e curiosità su cosa sono i CCF e come funzionano? Leggi questo articolo (segnati questo blog) e non avrai più dubbi.

 

Restando nell'euro

Premessa – La presente soluzione non viene ritenuta da Economia 5 Stelle come la più papabile, dato che E5S punta decisa verso il ripristino della sovranità monetaria e politica. Tuttavia vuole mostrare come il recupero di risorse sia possibile individuando e colpendo sprechi e privilegi assurdi. Il seguente piano è stato sviluppato in collaborazione con scenarieconomici.it che ha fornito i dati e le strategie operative.

TAGLI, TAGLI, TAGLI (le voci da cui è possibile attingere allo stato attuale)

Ai costi della politica (10-12 Mld all’anno)

Alla Pubblica Amministrazione (35-45 Mld all’anno)

Delle pensioni (25-35 Mld all’anno)

Agli acquisti e consumi intermedi (10-15 Mld all’anno)

Ai contributi alla produzione (25-30 Mld all’anno)

Alla Sanità (12-15 Mld all’anno)

Altre (20-25 Mld all’anno)

 

GLI IMPATTI DELLA RIDUZIONE DI SPESA ENTRO 3 ANNI

Calo dei redditi da lavoro dipendente pubblico da circa 172 Mld a circa 138 Mld

Calo uscite correnti da 100 Mld a 82 Mld

Calo consumi intermedi da circa 92 Mld a circa 83 Mld

Calo interessi passivi da circa 81 Mld a circa 68 Mld

Calo prestazioni sociali in denaro da circa 330 Mld a circa 295 Mld

Aumento investimenti e altre uscite in conto capitale da circa 55 Mld a 63 Mld

(fonte scenarienomici.it)

 

Rimanendo nell’eurozona, la cui equazione di riferimento è l’equivalenza intertemporale dei saldi, l’implementazione del reddito di cittadinanza dovrà necessariamente passare per i tagli ad altre spese ritenute meno importanti.

 

Le macro-voci da cui è possibile attingere, a nostro avviso, onde riallocare le risorse secondo i dettami del M5S sono le seguenti:

 

  1. costi della politica (10-12 Mld all’anno)
  2. Pubblica Amministrazione (35-45 Mld all’anno)
  3. Pensioni oltre certi importi (25-35 Mld all’anno)
  4. Acquisti e consumi intermedi (10-15 Mld all’anno)
  5. Contributi alle pubbliche imprese (25-30 Mld all’anno)
  6. Sanità (12-15 Mld all’anno)
  7. Altre (20-25 Mld all’anno) 

 

Ovviamente, spendere 45 miliardi l’anno in reddito di cittadinanza comporterà una scelta tra le sette voci sopra riportate MA, per forza di cose, LA REDISTRIBUZIONE NON AVRA’ IMPATTO NEGATIVO visto che se ad esempio utilizzassimo le voci 1 e 3 potremmo sicuramente trovarci con una maggior spesa per consumi per valori della propensione marginale ai consumi da parte di coloro che lo ricevono (che ovviamente spenderanno l’intera cifra e non tesaurizzerebbero alcunché.

 

Leggi il paper completo del finanziamento del reddito di cittadinanza coperto tramite i tagli alla spesa pubblica.

 

Grazie a scenarieconomici.it e a Marco Cattaneo di bastaconleurocrisi per la gentile collaborazione.

 

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